Terapie e disturbi della menopausa

Ginecologia

Si parla di menopausa, per indicare la scomparsa delle mestruazioni dovuta all’esaurimento della produzione ormonale dell’ovaio e di «adrenopausa» per indicare la sostanziale riduzione della produzione di DHEA da parte del surrene.

L’età media delle italiane è 51 anni e 3 mesi. La menopausa è precoce quando arriva prima dei 40 anni; anticipata se arriva tra i 40 e i 45 anni; tardiva dopo i 55. L’impatto sulla salute è tanto maggiore quanto più è anticipata, a meno che la donna non faccia una adeguata terapia ormonale. Quando compare dopo i 51 anni è positiva per cervello, osso, articolazioni, muscoli, apparta gastrointestinale e urinario, organi di senso, sessualità. Aumenta però il rischio, anche se minimo di tumori al seno e all’utero, se esiste un eccesso di estrogeni non bilanciati dal progesterone, come spesso succede in premenopausa. Merita sottolineare come sovrappeso e obesità aumentano il rischio di tumori alla mammella e all’utero ben più della menopausa tardiva e di qualsiasi terapia ormonale sostitutiva perché Il tessuto adiposo produce grandi quantità di estrone, un estrogeno «cattivo» che stimola la proliferazione delle cellule del seno e dell’endometrio, nonché migliaia di molecole infiammatorie che aumentano il rischio di tumori (ma anche di malattie cardivascolari e neurodegenerative).

I sintomi sono prevalentemente neurovegetativi: vampate, insonnia, tachicardia, aumento di peso; altre sintomi affettivi (ansia e depressione) o cognitivi, con difficoltà di concentrazione di memoria; altre osteoarticolari e muscolari, con dolori articolari (spesso sintomo di un’artrosi aggressiva ormonodipendente) e muscolari (“mialgia”), altre cutanei: con peggioramento delle rughe, perdita di capelli e peli pubici, fragilità delle unghie. Altre ancora urogenitali, con comparsa o peggioramento dell’incontinenza da urgenza o da sforzo o mista. Frequentissimi i sintomi sessuali, dalla perdita di desiderio alla secchezza vaginale, lamentata da oltre il 70% delle donne ma ancora trascuratissima a livello di cure, anche se è un sintomo semplicissimo da risolvere.


La TOS (Terapia Ormonale Sostitutiva)

La terapia ormonale sostitutiva è finalizzata a recuperare l’equilibrio ormonale perduto. Con l’età e la menopausa, anche fisiologica, la donna perde la quasi totalità dell’estradiolo, ormone estrogeno, principale amico della femminilità, tutto il progesterone, il 50% del testosterone (prodotto soprattutto dalle ovaie) e il 70% del deidroepiandrosterone solfato (DHEA), il «genitore» di estradiolo, progesterone e testosterone, prodotto soprattutto dal surrene.

Una terapia ormonale davvero personalizzata dovrebbe quindi considerare tutti questi preziosi ormoni.

Tale terapia andrebbe iniziata subito dopo la menopausa, magari accompagnando opportunamente la fase di transizione («premenopausa»).

La terapia viene scelta dal medico in termini di:

1)Principi attivi: estrogeni (estradiolo, estriolo, estrogeni coniugati, promestriene), progesterone o progestinici (i suoi «cugini» sintetici), testosterone e DHEA ripristinano lubrificazione e ecosistemi vaginali; il testosterone, da applicare in forma di crema sia sui genitali esterni sia in vagina, aiuta per un risultato “vellutato”, da solo o in sinergia con gli estrogeni. Esiste poi una classe di sostanze NON ormonali, i cosiddetti Modulatori Selettivi dei Recettori Estrogenici (Selective Estrogen Receptors Modulators, SERM) che interagiscono con i recettori degli estrogeni in modo intelligente, come una chiave nella serratura: a seconda dell’organo agiscono attivando il recettore, oppure bloccandolo. A questa classe di farmaci appartiene l’ospemifene che sulla mammella agisce bloccando il recettore estrogenico e quindi riducendo il rischio di proliferazione cellulare mentre in vagina attiva il recettore regalando sia il recupero dello stato di nutrizione del tessuto vaginale («trofismo») in tutte le sue componenti, sia una buona funzionalità che si traduce in una lubrificazione naturale in risposta allo stimolo sessuale. Per questa sua azione intelligente e protettiva l’ospemifene è approvato sia per tutte le donne che lamentano secchezza vaginale ma non vogliono ormoni né terapie locali vaginali sia per le donne che abbiano completato le cure per il tumore al seno e desiderino recuperare un’intimità sessuale più soddisfacente e naturale. Infine l’ acido ialuronico vaginale o gel al colostro sono utili alle donne che non possono o non vogliono usare ormoni. I lubrificanti sono sintomatici ma molti partner non il amano perché li sentono come una “fiction” di eccitazione.

2) Dosaggi, che tengono conto della potenza biologica del singolo principio attivo, dell’età della donna, delle sue condizioni di salute, degli anni trascorsi dalla menopausa;

3) Vie di somministrazione: orale, transdermica (cerotti o gel), transmucosa (creme, ovuli, anelli vaginali), intrauterina (spirale al levonorgestrel), impianti sottocutanei, iniezioni intramuscolari , che possono essere variamente combinati.

La terapia ormonale dopo la menopausa è consigliata a tutte le donne che presentino sintomi ossia disturbi soggettivi quali vampate, sudorazioni, tachicardie notturne, insonnia, dolori articolari, secchezza vaginale ma anche oculare e/o della bocca… depressione, perdita di memoria) e/o segni, ossia alterazioni tessutali strutturali e/o funzionali obiettivabili con la visita, per esempio la distrofia vulvare o la atrofia vaginale, la perdita muscolare («sarcopenia»), ma anche l’arrossamento della congiuntiva da ridotta secrezione delle ghiandole lacrimali a causa della carenza estrogenica, l’ipertensione, le alterazioni del battito cardiaco e/o con opportuni esami: valutazione del pH vaginale e dell’indice di maturazione citologica vaginale; misurazione della pressione arteriosa, Holter pressorio (quando indicato); densitometria ossea e così via.

Le principali controindicazioni includono i tumori ormonodipendenti (alla mammella, o adenocarcinomi dell’endometrio o dell’ovaio), trombosi e tromboflebiti, epatiti in atto.

Infine gli accorgimenti alimentari che possono aiutare a mantenere nella norma il peso corporeo, ricordando che  ogni 10 anni, dai 20 in poi, il metabolismo rallenta di circa il 10%; con la menopausa di un ulteriore 20%: quindi è necessario ridurre l’introito calorico e camminare almeno un’ora al giorno per ottimizzare il metabolismo e tutti gli indicatori di salute. Due dati: la velocità del passo correla con la longevità in salute, a tutte le età. E la forza del quadricipite correla con la performance mentale: questo ci dice la ricerca scientifica dando spiegazioni solide all’antico detto mens sana in corpore sano.