Catarro in gravidanza: come curarlo?

Ostetricia

Cura del catarro in gravidanza


Ammalarsi in gravidanza è molto più facile di quanto si creda: essendo un po’ più deboli, siamo automaticamente più soggette a infezioni. Alcune di queste sono molto pericolose – come la rosolia – mentre altre sono principalmente fastidiose, ne è un esempio il catarro in gravidanza. Tuttavia, sono fastidi da non sottovalutare perché potrebbero essere sintomo di un qualcosa di più complesso.

Il catarro in gravidanza, nella maggior parte dei casi, non deve destare molte preoccupazioni: può essere semplicemente un po’ di influenza e, per fortuna, i metodi per eliminarlo sono vari. I problemi insorgono se aumentano le difficoltà respiratorie, e in questi casi è bene chiedere consiglio al proprio medico.

Tra i metodi utilizzati per sciogliere il catarro in gravidanza ci sono i suffumigi col bicarbonato. Occorre solo riscaldare dell’acqua in una pentola e, al momento dell’ebollizione, aggiungere uno o due cucchiai di bicarbonato. Subito dopo bisogna tappare la pentola con un coperchio e spegnere il fuoco. Una volta che siete pronte, sistemate il pentolino su una superficie piana, togliete il coperchio e annusate i fumi che escono dalla pentola facendo dei lunghi respiri.

Ci sono situazioni in cui il catarro in gravidanza può essere sintomo di qualcosa di più complesso, come per esempio la rinite. Dobbiamo fare una premessa, però: non sempre – anzi, nella maggior parte dei casi – la rinite deve destare preoccupazione. Tuttavia, ci sono delle situazioni in cui, come si può leggere su Quotidiano Sanità, la rinite in gravidanza – che colpisce le donne negli ultimi mesi di gestazione – può contribuire all’insorgere di alcune complicanze: ipertensione gestazionale, ritardo di crescita intrauterina, minor benessere neonatale alla nascita.

A soffrirne sarebbe ben il 60% delle donne in dolce attesa. Il problema sono i sintomi, ovvero naso chiuso, secrezioni nasali abbondanti, starnuti, prurito al palato e catarro in gravidanza, tutti segni che fanno pensare a un banale raffreddore. Per riconoscerla bisogna rendersi conto che questi sintomi compaiono soprattutto verso l’ultima parte della gravidanza, che possono durare a lungo ed essere piuttosto fastidiosi.

Una condizione, quindi, da non sottovalutare e che merita un trattamento il più possibile precoce ed adeguato. Tuttavia, occorre sempre ricordarsi che in gravidanza è bene evitare tutto quello che utilizziamo abitualmente per un raffreddore comune, quindi antistaminici, vasocostrittori e cortisonici.

La presenza di catarro in gravidanza, nella maggior parte dei casi, non deve assolutamente preoccupare. Tuttavia, nelle situazioni in cui è presente una rinite bisogna trattare il prima possibile. La prima cosa da sapere è che in genere dipende da cause di natura ormonale, e per questo non esistono soluzioni che possano essere definitive. Tuttavia, l’esercizio fisico ha un effetto positivo sul miglioramento della congestione nasale, come anche l’uso di due cuscini durante la notte. Molto utili sono anche i lavaggi nasali e i prodotti a base di acido ialuronico.

Il motivo è molto semplice: l’acido ialuronico idrata le mucose e riduce sintomi come il prurito e il bruciore. In più, favorisce l’eliminazione del muco, migliorando la funzionalità delle cellule ciliate. Secondo uno studio pubblicato nel 2013 su International Journal of Immunopathology and Pharmacology, alla fine del trattamento con aerosol di sodio ialuronato, oltre il 55% delle persone non presentava più i sintomi della rinite.